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Taste, measured.

Quattro regole. Valgono per ogni progetto, soprattutto quando sono scomode.

In uno studio spoglio un uomo toglie una stampa da una parete di fotografie, mentre una donna con un cappotto di pelle guarda a braccia conserte.
  1. Dietro le quinte, la prima modella aspetta al bordo del sipario, le altre in fila dietro di lei.

    One number first.

    Menzioni, ricerche, condivisioni, vendite. Prima di qualsiasi idea scegliamo il numero che conta e scriviamo nel brief come lo leggeremo. Senza numero non si parte.

  2. Una scultrice con il grembiule scuro appoggia la mano su un’unica scultura bianca.

    One idea. Signed.

    Non dieci proposte tra cui scegliere: un’idea, con un nome sotto. Strategia, creatività, media e AI siedono allo stesso tavolo, così il piano per arrivare alle persone nasce con l’idea, non dopo.

  3. Una donna in completo nero strappa in due una stampa fotografica.

    Nine goes back.

    Esce solo il lavoro finito: spazio, gerarchia, fotografia, taglio. Un lavoro da nove torna in studio, ed esce quando è da dieci.

  4. Un uomo sussurra a una donna, mentre un’altra si sporge ad ascoltare.

    Talk is a number.

    Il numero del brief torna, con fonte e periodo. Quello che ha funzionato resta. Quello che non ha funzionato cambia, e lo cambia chi l’ha firmato.

Solo numeri reali, con fonte e periodo.

Cosa non facciamo

  • Moodboard spacciate per strategia.
  • Dieci concept per non scegliere.
  • Report senza fonte.
  • Like contati come risultati.
  • L’AI spacciata per lavoro a mano.

If nobody talks, it didn’t work.